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Chiesa di Santa Maria in Cosmedin
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Chiesa di Santa Maria in Cosmedin

Una chiesa del VI secolo ricostruita sopra un tempio romano, che conserva mosaici bizantini e la celebre Bocca della Verità. L'interno medievale rivela strati di riuso cristiano e devozione artistica su fondamenta classiche.

La storia

Benvenuti a Roma, la città che non getta mai via nulla. Siete in un luogo dove due millenni di ambizioni umane sono letteralmente impilati l'uno sull'altro e oggi andremo a portarli alla luce. Roma non è solo antica, è stratificata. Sotto i vostri piedi, case romane si ergono ancora con le loro stanze originali, pareti intatte, in attesa silenziosa sotto le chiese. Quartieri medievali pulsano sopra templi romani. Palazzi rinascimentali poggiano su anfiteatri dimenticati. Per i prossimi 85 minuti, ci porremo una domanda semplice e ossessiva: cosa c'è sotto? Inizieremo con un sorriso e una bocca di marmo a Santa Maria in Cosmedin, poi scenderemo più a fondo, tra basiliche scavate, le strade medievali di Monti e infine nel museo dove gli strati di Roma escono dal sottosuolo per tornare alla luce. Portate con voi curiosità e scarpe comode. Stiamo per scavare.

Tutti vengono per la Bocca della Verità. Conoscete la foto: l'antica maschera di marmo, la giocosa sfida di infilare la mano e rischiare che venga intrappolata se si è disonesti. È irresistibile, iconica, immediatamente riconoscibile. Ma ecco cosa rende questa chiesa davvero entusiasmante per chi ama l'archeologia nascosta di Roma: quella famosa maschera è solo l'inizio. Guardatevi intorno in questo spazio: siete in uno degli esempi più leggibili di come la Roma medievale si sia costruita letteralmente sopra il mondo classico.

Siamo nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin e, sotto i vostri piedi, la storia corre profonda. Questa chiesa fu costruita nel VI secolo sul sito di un precedente tempio romano, probabilmente un santuario dedicato a Cerere, dea dell'agricoltura. Quando il cristianesimo prese piede, i romani non demolirono ciò che esisteva: lo consacrarono, lo trasformarono, continuarono a costruire. La basilica in cui vi trovate ora ha assunto la sua forma attuale soprattutto nel XII secolo, ma quella fondazione romana non è mai scomparsa. Sta letteralmente reggendo tutto quanto.

Prendetevi un momento e guardate in basso. Il pavimento sotto di voi è un mosaico cosmatesco medievale, quell'intricato motivo geometrico realizzato con frammenti di marmo e pietra. Questi pavimenti sono caratteristici della Roma del XII secolo, creati dalla famiglia di marmorari dei Cosmati. Notate però una cosa notevole: usano pezzi del passato classico per creare bellezza medievale. Non era una reverenza accidentale. I romani medievali avevano accesso a vaste quantità di marmo infranto proveniente da edifici antichi e lo riutilizzavano deliberatamente, quasi ossessivamente. È come se dicessero: «Viviamo all'ombra del mondo classico e costruiremo partendo dai suoi frammenti».

Ora guardate le pareti, le colonne, il senso dello spazio verticale. La chiesa ha subito restauri, ma potete ancora notare gli strati se sapete dove guardare. I mosaici bizantini che vedete, in particolare nell'abside, risalgono all'VIII secolo. È un momento in cui Roma guardava a oriente, assorbendo influenze da Costantinopoli. Le tessere vitree a fondo oro catturano la luce che filtra dalle strette finestre. È mozzafiato.

E poi c'è la Bocca della Verità stessa, montata nel portico. Sì, è probabilmente un tombino romano o forse una maschera di un'antica fontana. I cristiani medievali la trasformarono in qualcosa di molto più strano: un rilevatore di bugie, uno strumento di giudizio divino. La leggenda emerse nel periodo medievale: si mette la mano all'interno, si presta giuramento e, se si sta mentendo, il marmo si chiude tagliandola. Ovviamente non succede, ma il fatto che i medievali abbiano creato questa storia, collegandola a un oggetto classico, vi dice qualcosa di vitale su come percepivano il mondo antico. Per loro Roma non era un museo. Era viva, misteriosa, carica di potere.

È qui che inizia il nostro viaggio. Siete venuti per la foto virale, e non c'è assolutamente nulla di male in questo. Ma Santa Maria in Cosmedin vi pone una domanda più complessa: cosa succede quando una civiltà costruisce sopra un'altra? Cosa viene preservato? Cosa viene trasformato? Quali storie raccontiamo sul passato quando lo riutilizziamo?

Addentratevi a Roma con noi, e quelle domande non faranno che moltiplicarsi.

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