Le cupole olimpiche del 1960 di Pier Luigi Nervi: l'ingegneria del cemento come scultura La Centrale Montemartini: antiche divinità romane esposte all'interno di una centrale elettrica del 1912 I murales di street art di Ostiense che trasformano i magazzini industriali abbandonati Le facciate fiabesche e i gargoyle in stile Liberty del Quartiere Coppedè Il MAXXI di Zaha Hadid: la risposta di Roma al Guggenheim di Bilbao
La cupola in cemento armato di Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del 1960, un capolavoro di 100 metri di diametro che ha dimostrato come l'Italia potesse ingegnerizzare la bellezza su scala monumentale, segnando la rinascita della nazione dalle macerie del dopoguerra.
Il quartiere EUR è l'Esposizione Universale romana abbandonata e rinata come un fiorente quartiere moderno, dominato dall'audace Colosseo Quadrato, un capolavoro razionalista di travertino e perfezione geometrica che trasforma un simbolo imperiale in qualcosa di inaspettatamente orientato al futuro.
Dove l'EUR ha imposto la monumentalità dall'alto, Garbatella ha costruito la comunità dal basso: un esperimento di città-giardino degli anni '20 che ha trasformato gli alloggi popolari in uno dei quartieri più amati di Roma, dove cortili interni e scale sono diventati il cuore pulsante della vita quotidiana.
Una centrale elettrica del 1912 trasformata in un museo che espone 400 sculture antiche romane tra colossali motori diesel e macchinari industriali: un colpo di genio concettuale che ribalta le convenzioni museali e simboleggia la reinvenzione di Roma dalle macerie agli spazi d'arte radicali.
Dove lo scheletro industriale di Roma è diventato una tela per l'espressione radicale, Ostiense scambia i piani delle fabbriche con murales, magazzini con gallerie e la sua invisibilità con un colore imperdibile e domande su chi definisce la rinascita urbana.
Il quartiere fantastico di Gino Coppedè (1915-1926) esplode su Roma come un sogno febbrile: 26 palazzi e ville dove il Liberty, il neogotico, gli archi moreschi e le torrette medievali si scontrano in una gloriosa e sfrenata celebrazione dell'eccesso ornamentale.
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna custodisce la risposta intellettuale dell'Italia alla modernità: dal rivoluzionario culto delle macchine del Futurismo attraverso le ambiguità oniriche dell'arte Metafisica fino agli esperimenti sui materiali grezzi dell'Arte Povera.
L'audace complesso di tre sale da concerto a forma di guscio di coleottero di Renzo Piano, inaugurato nel 2002, è diventato il centro culturale di Roma, accogliendo 700.000 visitatori all'anno. La sua costruzione ha letteralmente intersecato l'antico passato di Roma: una villa del VI secolo a.C. è emersa dalla terra.
Il Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi del 1957 è una cupola in cemento a coste di 61 metri supportata da 36 contrafforti a forma di Y: un tour de force tecnico che ha ridefinito il modo in cui potevano essere costruite le arene e ha influenzato l'architettura sportiva in tutto il mondo.
Il MAXXI è il capolavoro di Zaha Hadid che sfida la gravità con curve fluttuanti e cemento che svetta: il museo del XXI secolo di Roma dove l'edificio stesso diventa arte, un monumento scintillante alla creatività contemporanea in un'ex caserma militare.
Questa è la vera storia di una delle tappe di questa passeggiata: ogni tappa ha la sua.
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